Verdi a Parigi
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Verdi a Parigi

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668 pages 2020

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L'Opéra di Parigi, che Verdi chiama con disprezzo la 'grande Boutique', era considerato il punto d'approdo d'ogni importante compositore europeo. Il successo planetario del Nabucco rendeva fatale che anche il Maestro di Busseto componesse per l'Académie. Il 'genere' di teatro musicale che vi si rappresentava si chiama il Grand-Opéra. Verdi incomincia a comporre quando quest'ultimo è già divenuto modello formale e stilistico dell'Opera italiana: il suo rapporto col 'genere' resta stretto fino a La forza del destino e all'Aida. Tutta la sua opera è un dialogo col Grand-Opéra, posseduto e trasceso. Il suo legame con la lingua di Francia è saldo come quello con l'italiano; alla Francia, Verdi ha dato più che non abbia ricevuto: il suo sforzo creativo non venne riconosciuto e, in parte, non lo è ancora per intero. Questo libro è un tentativo di approfondire il tema: rilegge le opere in francese del Maestro, ricostruisce il complesso legame con l'arte e la cultura francesi, da Meyerbeer e Berlioz a Balzac e Flaubert. È, al tempo stesso, un'opportunità di dipingere un'immagine di Verdi in parte nuova: dovere che incombe su ogni generazione di studiosi.

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