Il generale nero
Il generale nero
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La storia degli italiani neri e meticci non è mai stata scritta, anche perché obbligherebbe ad una riflessione non solo sulle radici multietniche e multirazziali del nostro paese, ma anche sulle discriminazioni di cui neri e meticci sono stati vittime. In questa prospettiva, la storia di Domenico Mondelli, che qui viene ricostruita per la prima volta attraverso l'esame di documenti originali, appare emblematica, ancorché straordinaria. Nato in Abissinia, ma cresciuto in Italia dove era stato portato da un militare parmense, Domenico Mondelli è stato, a livello mondiale, il primo aviatore militare ad avere la pelle nera. Un primato che l'Italia non ha mai rivendicato, forse per non dover anche ricordare che, proprio questo giovane ufficiale, dopo aver combattuto in Libia e nella Grande guerra, era stato discriminato dal fascismo che non poteva accettare l'idea che un militare italiano nero potesse comandare un militare italiano bianco. E a nulla erano valse le due medaglie d'argento e le due medaglie di bronzo ottenute combattendo come aviatore, bersagliere e comandante di reparti d'assalto arrivando al grado di tenente colonnello. Di sicuro, Domenico Mondelli non è stato l'unico ufficiale italiano nero o meticcio ad essere discriminato dopo aver combattuto nella Grande guerra. Ma, a differenza di Gabrù Zachè, Workneh Sengal e Michele Carchidio, è stato l'unico a provare ad opporsi alle misure anti-neri adottate dal fascismo, nulla potendo, però, contro la legislazione razziale. Solo dopo la guerra è riuscito a riprendere sia la sua ascesa nella massoneria sia quella carriera che il fascismo aveva bloccato, arrivando fino al grado di Generale di Corpo d'Armata - Ruolo d'onore. Anche in questo caso, forse il primo italiano nero ad ottenere un simile grado.--
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