Anchise Picchi
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Questo libro è nato per diretta volontà del maestro Anchise Picchi. Illustra, con circa 500 disegni, schizzi, studi, bozzetti, l'attività grafica dell'artista, tra i circa 2000 lasciati in archivio. Dimostra come, prima della conclusione di un'opera, l'autore lavori, affidando al segno emozioni, situazioni, personaggi, ambienti, vicende e cose. Spesso l'opera stessa si conclude esaurientemente nel disegno medesimo, con una forza chiaroscurale che nulla ha da invidiare al colore. Il nipote Lido Pacciardi, autore del libro, ha appreso dalla viva voce dell'artista le motivazioni che lo hanno spinto a trattare un determinato soggetto, a fissare una determinata vicenda. Ogni tavola viene commentata e descritta. Si ricava da questo libro quanto sia forte e fondato il convincimento del maestro che pone alla base dell'arte pittorica proprio il disegno e come egli voglia rimuovere la falsa concezione, da molti sostenuta, che il disegno non serve.
Per Anchise Picchi il disegno (o, meglio, il segno...) era un modo per comunicare, per esprimersi, per parlare agli altri e a se stesso. E si comprende, sfogliando questo volume, quale sia la concezione dell'artista e cosa intenda per disegno: non il calligrafico percorso della matita o della penna, ma una equilibrata disposizione delle masse, delle luci e delle ombre. Sempre e comunque nell'intento di fare... poesia.
Per Anchise Picchi il disegno (o, meglio, il segno...) era un modo per comunicare, per esprimersi, per parlare agli altri e a se stesso. E si comprende, sfogliando questo volume, quale sia la concezione dell'artista e cosa intenda per disegno: non il calligrafico percorso della matita o della penna, ma una equilibrata disposizione delle masse, delle luci e delle ombre. Sempre e comunque nell'intento di fare... poesia.
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