Tappeti orientali da Palazzo Pitti al Quirinale
Tappeti orientali da Palazzo Pitti al Quirinale
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Con il trasferimento della capitale del nascente stato italiano a Roma nel 1870 il Palazzo del Quirinale, scelto come nuova reggia ma completamente vuoto, dovette essere dotato dai Savoia di arredi e opere d'arte reperiti dalle sedi delle antiche corti pre-unitarie. Vi giunsero anche alcuni tappeti, i più importanti dei quali da Firenze, con provenienza dalle antiche collezioni dei Medici-Lorena. Gli esemplari migliori, dei quali questo libro si occupa, erano una decina: ne sopravvivono al Quirinale quattro, mentre altri sono andati perduti. Il più noto di quel gruppo, in seguito a vicissitudini qui ricostruite per la prima volta, è finito nel museo Poldi Pezzoli di Milano dove è chiamato il tappeto di Caccia ed è il più famoso tappeto conservato in Italia. Di quest'ultimo, come degli altri studiati, viene ricostruita passo passo la storia, documentandola nelle sue linee principali, dall'arrivo a Firenze a partire dal XVI secolo fino a oggi, attraverso una congerie di riscontri inventariali che evidenziano anche i restauri e le modifiche subite dai pezzi nel tempo.
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