Economia e organizzazione del lavoro in Cina
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About This Book
Perché, come ultimo atto politico di rilievo della sua vita, Mao Tsetung ha chiamato la classe operaia e le masse popolari cinesi a studiare la teoria della dittatura del proletariato? Quale contributo egli ha dato all’approfondimento delle questioni fondamentali dell'economia socialista? Perché la trasformazione socialista della proprietà dei mezzi di produzione non è da sola sufficiente a impedire la restaurazione capitalistica? Quali nuovi rapporti di produzione sono necessari per ridurre le differenze fra lavoro manuale e intellettuale, fra città e campagna, fra retribuzione minima e massima? In questo libro, frutto di indagine diretta e di ricerca sulle fonti originali, il lettore troverà elementi essenziali di conoscenza della realtà odierna della Cina: il sistema di proprietà; l’analisi delle classi nell’attuale fase di sviluppo della società socialista; il rapporto fra economia statale e collettiva, fra industria e agricoltura; l’organizzazione del lavoro nelle fabbriche e nelle comuni; la scala salariale degli operai, il reddito dei contadini, il ventaglio retributivo dei funzionari e dei tecnici; la politica dei prezzi nell’ambito della pianificazione. Si delinea cosi il quadro di una società impegnata ad affrontare problemi la cui portata va ben oltre i confini della Cina. Manlio Dinucci, giornalista, ha vissuto e lavorato in Cina per alcuni anni. Dal 1965 al 1967 ha curato l’edizione italiana della «Lettera dalla Cina» della giornalista americana Anna Louise Strong. Nel 1967 è intervenuto nel dibattito sull’arte e la letteratura scrivendo articoli per il «Renmin Ribao», al quale ha collaborato anche su altri temi. E autore de «La lotta di classe in Cina 1949-1974» (Mazzotta, 1975).
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