Sovversivi e squadristi
alle origini della guerra civile in provincia di Arezzo
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«Non si tratta di sottovalutare o depredare il significato unico che assunse la guerra civile, combattuta durante la Resistenza, come ha ben dimostrato Claudio Pavone. Si tratta, piuttosto, di recuperare, attraverso la memoria, i documenti pubblici e privati, le testimonianze e gli atti processuali, la stampa coeva e le relazioni prefettizie… le radici non solo politiche o economiche, ma anche psicologiche, familiari e sociali dell’avvento del fascismo. È quanto Sacchetti si propone di fare in questo testo che, sulla base di precedenti e documentate indagini, recupera il concetto di guerra civile “inteso come nesso imprescindibile fra il conflitto aperto nel 1919 - 1922 e la Resistenza”. Un nesso che, nel nostro caso, non si saldò solo sulla memoria dei protagonisti e alimentò quella della successive generazioni; ma che riposa sulle scelte che quegli uomini fecero negli anni successivi, a difesa della libertà e contro il regime fascista»
(Fabio Fabbri)
GIORGIO SACCHETTI, dottore di ricerca in Storia del movimento sindacale. Ricercatore presso la Fondazione L. Salvatorelli (2007), svolge attività didattica nelle università di Trieste e di Padova. Di recente ha pubblicato: Attilio Sassi detto Bestione. Autobiografia di un sindacalista libertario (1876-1957), Zero in condotta; Macchinista ferroviere. Il giornalismo sindacale di categoria in Italia durante la guerra europea (1914-1918), Aracne.
«Non si tratta di sottovalutare o depredare il significato unico che assunse la guerra civile, combattuta durante la Resistenza, come ha ben dimostrato Claudio Pavone. Si tratta, piuttosto, di recuperare, attraverso la memoria, i documenti pubblici e privati, le testimonianze e gli atti processuali, la stampa coeva e le relazioni prefettizie… le radici non solo politiche o economiche, ma anche psicologiche, familiari e sociali dell’avvento del fascismo. È quanto Sacchetti si propone di fare in questo testo che, sulla base di precedenti e documentate indagini, recupera il concetto di guerra civile “inteso come nesso imprescindibile fra il conflitto aperto nel 1919 - 1922 e la Resistenza”. Un nesso che, nel nostro caso, non si saldò solo sulla memoria dei protagonisti e alimentò quella della successive generazioni; ma che riposa sulle scelte che quegli uomini fecero negli anni successivi, a difesa della libertà e contro il regime fascista»
(Fabio Fabbri)
GIORGIO SACCHETTI, dottore di ricerca in Storia del movimento sindacale. Ricercatore presso la Fondazione L. Salvatorelli (2007), svolge attività didattica nelle università di Trieste e di Padova. Di recente ha pubblicato: Attilio Sassi detto Bestione. Autobiografia di un sindacalista libertario (1876-1957), Zero in condotta; Macchinista ferroviere. Il giornalismo sindacale di categoria in Italia durante la guerra europea (1914-1918), Aracne.
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