Il compromesso bizantino

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230 pages 1979

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Gli elettori di Ravenna sono stati chiamati alle urne in media quasi una volta l'anno. Questa città è stata sinonimo di "giunte difficili" dal dopoguerra fino alla primavera del 1969, quando fu raggiunto un accordo programmatico tra partiti che si erano aspramente combattuti per oltre un ventennio. L'autore di queste pagine racconta le vicende di cui è stato uno dei protagonisti principali. È una storia che travalic l'ambito locale. Comunisti e repubblicani, socialisti e democristiani affrontavano partendo da concezioni diverse e opposte i problemi della crescita della società e quelli di un tumultuoso e moderno processo di sviluppo industriale. Dallo stallo che ne deriva e dall'immobilismo delle gestioni commissariali nacque infine l'esigenza del compromesso cui si giunse dieci anni orsono, quando la parola compromesso non era ancora carica dei significati attuali. Quell'accordo mise a rumore l'Italia, nel periodo che vedeva declinare il centro-sinistra. Giulio Andreotti, all'epoca capogruppo parlamentare della DC, parlò di "politica bizantina". Eppure toccò proprio a lui, un decennio dopo, sperimentare, sotto la spinta dell'emergenza, una maggioranza di governo che aveva qualche somiglianza con gli accordi della larga maggioranza di Ravenna.

Gianni Giadresco è nato a Lugo, in provincia di Ravenna. Ha partecipato alla Resistenza. Corrispondente dell'Unità dal 1949 al 1960, segretario della federazione comunista ravennate dal 1964 al 1972, membro del Comitato centrale dal XII Congresso, è stato viceresponsabile della sezione stampa e propaganda e responsabile della sezione ceti medi della direzione del PCI. Dal 1972 è deputato al parlamento.

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