Biography
Tito Strocchi nacque da una famiglia di modeste condizioni. Studiò all'Università di Pisa, dedicandosi ben presto alla letteratura (il suo primo poema giovanile fu "Due poveri cuori"), ma fu soprattutto un fervente patriota. Seguace di Garibaldi, nel 1866 partecipò alla spedizione nel Trentino. Dopo l'armistizio di Salò tornò agli studi pisani, laureandosi in Giurisprudenza. Nel 1867 partecipò a un'altra spedizione garibaldina, quella per la liberazione di Roma; ma dopo la sconfitta subita per mano delle truppe pontificie, sulla via del ritorno venne fermato e arrestato insieme ad altri. Successivamente partecipò alla spedizione garibaldina di Mentana, dove fu fatto prigioniero dai francesi e condotto prima a Roma poi a Napoli. Rientrato a Lucca si dedicò alla poesia, scrisse il romanzo "La Figlia di Maria" e fondò il giornale repubblicano «Il Serchio». In questo periodo Strocchi, avvicinatosi alle posizioni mazziniane, partecipò a varie manifestazioni e fu tra gli ispiratori della Società dei volontari italiani di Lucca, di ispirazione repubblicana. Fu in quegli anni più volte arrestato come cospiratore. Partecipò tra l'altro, nel 1870, alla spedizione garibaldina a sostegno delle truppe francesi contro i prussiani, comportandosi valorosamente. Tornato a Lucca riprese a scrivere soprattutto testi teatrali, tra i quali si ricordano "Volti e maschere" e "Amore"; altre opere di quel periodo sono "Sampiero d'Ornano" e "Maria". Nel 1876 pubblicò "Una pagina dei miei ricordi", dedicata a Mazzini, e "Amore e lavoro". Svolse inoltre un'intensa attività di pubblicista: dopo aver diretto «Il Corriere della Provincia di Massa» divenne nel 1877 corrispondente a Genova del periodico "Dovere" e fondò con amici, sempre a Genova, il periodico di ispirazione mazziniana «Lo Squillo». Ammalatosi gravemente, scrisse nel periodo della malattia l'ultima sua opera letteraria, "Lucrezia Buonvisi".